martedì 6 gennaio 2015

La galette des Bolzaminis!

Quando ero piccola, ad anni alterni, appendevo un calzettone di lana da montagna del mio babbo al pensile della cucina e la mattina lo trovavo pieno di chicche e cantucci alle mandorle fatti in casa (dal mi' babbo... cioè volevo dire... dalla Befana!) oppure speravo con tutte le forze di ricevere la fetta fortunata di galette-des-rois* contenente la statuetta in ceramica (la fève) che mi avrebbe incoronata regina (altro che Befana!!!), beh dipendeva da dove avrei passato le vacanze di Natale: a casa col babbo o in Francia dai parenti?
Qui in Alto Adige i calzettoni si usano solo per andare in montagna (in effetti, ha senso) e i rois in versione mini vanno di casa in casa cantando canzoni e recitando poesie in cambio di un'offerta per progetti umanitari in Siberia, Colombia, Camerun e Filippine: aprite loro la porta e siate generosi!

A proposito, quest'anno ho fatto la galette-des-rois, certo non è come quella della pasticceria di fronte a casa di mia zia, nonostante il burro sudtirolese, ma accontentiamoci... Certe tradizioni vanno rispettate. 
L'anno prossimo calzettoni di lana.

* la galette-des-rois, dove i rois sono ovviamente i Re Magi, è un dolce di pasta sfoglia farcito di frangipane, una crema alle mandorle, all'interno del quale viene inserita una fève (una fagiolo secco, una mandorla intera, o un'adorabile micro-statuetta in ceramica). Chi trova la fève viene incoronato (le pasticcerie forniscono la corona in dotazione, la mia è visibilmente homemade con materiali di recupero ;-) re o regina... 

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